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Audizione presso il Senato della Repubblica del 1° aprile 2009.

Intervento di Canio D’Andrea alla Commissione straordinaria per la verifica dell’andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati.

Oggetto: Crisi economia e proposte per tutelare i diritti dei consumatori.

 

Sono Canio D’Andrea e rappresento l’ADOC (Associazione Difesa e Orientamento dei Consumatori) e desidero portare alla Vostra attenzione i seguenti argomenti:

1) Andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e andamento dei prezzi dei cereali;

2) Problematiche legate alle forniture dei servizi pubblici essenziali;

3) Rilevazione dell’inflazione;

4) Tassi di interesse sui mutui;

5) Strategie per il sostegno al reddito delle famiglie;

6) Affitti.

Circa l’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e dei cereali osserviamo che gli incrementi sono strettamente legati all’aumento del prezzi dei prodotti industriali mentre le riduzioni sono spesso irrisorie e tardive perciò chiedo che sia sviluppato un sistema di controllo dei prezzi incisivo che intervenga quando le compagnie petrolifere e i pastai, anche con azioni apparentemente non concordate, fanno cartello.

''Basta con la speculazione sui carburanti e con il giochetto della doppia velocità dei prezzi: appena il costo del greggio cresce subito il prezzo della benzina sale. Al contrario, quando il greggio cala, la benzina non scende. Si sta realizzando una manovra a danno dei consumatori quantificabile in circa 400 euro l'anno per consumatore''.

Circa la fornitura dei servizi pubblici si osserva che l’aumento delle tariffe è legato ad una doppia ragione: la prima relativa all’andamento dei prodotti industriali, come già sopra specificato, e la seconda per le imposte locali che gravano su tali servizi. Le proposte in questo campo sono molteplici:

• Tenere sotto controllo i rincari ovvero costringere all’adeguamento delle tariffe quando i prezzi dei prodotti industriali si riducono;

• Incentivare una politica di tassazione differenziata per fasce di reddito tenendo conto della composizione dei nuclei familiari.

Quest’ultima osservazione è particolarmente importante perché le famiglie numerose e monoreddito sono particolarmente svantaggiate dal sistema di fornitura a scaglioni. Esempio tipico è il costo dell’acqua che cresce al crescere dei nuclei familiari.

Circa l’inflazione va osservato che il paniere dell’ISTAT tiene conto dei consumi medi delle famiglie italiane ma diversi indici sono molto discutibili (esempi tipici sono i prodotti a prezzi controllati o soggetti a mercato controllato che abbassano di fatto il tasso d’inflazione. Es.: le sigarette hanno un peso doppio di quello della frutta fresca, le calzature hanno un peso pari ad ¼ delle sigarette), inoltre non si tiene conto che in periodi di crisi i consumi per i generi superflui si contraggono mentre quelli per i generi essenziali non possono essere ridotti. Da ciò deriva che l’inflazione percepita è nettamente diversa da quella calcolata. Difatti la massaia acquista i prodotti ortofrutticoli e la pasta (beni essenziali il cui consumo è incomprimibile) a prezzi che lievitano anche del 30% mentre riduce i consumi sui beni non indispensabili che poi non avendo variazioni sensibili (o in alcuni casi vedono i prezzi ridotti) falsano l’inflazione reale. Perciò chiedo che gli indici ISTAT tengano conto delle reali dinamiche e dei bisogni dei consumatori.

Circa i tassi d’interesse sui mutui si osserva che a fronte della riduzione dei tassi ufficiali di sconto vi sono aumenti considerevoli delle commissioni bancarie. Occorre che vi sia una vigilanza e un meccanismo di controllo di queste lievitazioni. Una proposta potrebbe essere quella di fissare le commissioni entro i limiti medi praticati dal 2000 al 2004 in modo da garantire una buona trasparenza dei prestiti. Senza questo controllo pochi benefici deriveranno ai consumatori dalla riduzione dei tassi di interesse giacché i tassi finali sono gravati da commissioni sempre più alte che rendono gravosi i tassi da pagare (oggi, per i prestiti al consumo, si pagano tassi che vanno oltre il 19%: es.: si veda il sito www.credial.it).

Per noi per uscire dalla crisi occorre intervenire su due leve: la prima passa per il controllo dei prezzi e con opportuni interventi sulle situazioni patologiche; la seconda consiste nel dare sostegno alle famiglie dei consumatori attraverso la protezione del reddito di chi perde il lavoro e attraverso il sostegno con sgravi alle famiglie numerose o svantaggiate anche con incentivi mirati al contenimento dei costi energetici (Es.: contributi per gli impianti, detrazioni sul reddito, aumento degli assegni familiari). In una parola tener conto del Quoziente famiglia di cui tanto si è sentito parlare nella campagna elettorale.

In ultimo alcune riflessioni sugli affitti: i costi indicati dall’ISTAT sono palesemente infondati. Tale situazione da un alto falsa l’inflazione, dall’altro crea una sacca di evasione considerevole. Ciò che chiedo è una verifica approfondita sui reali costi di fitto. In alternativa, lo Stato, si sostituisca agli affittuari nei contratti e percepisca i fitti che ritiene congrui pagando ai proprietari ciò che viene dichiarato.

- Ringrazio il Presidente e i membri della Commissione del Senato per la cortese attenzione -

ultimo aggiornamento 05/03/2010

 

 

 

 

 

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