POTENZA ostaggio dell’ACTA, dell’Amministrazione Comunale e…del ghiaccio!

I Potentini stanno vivendo una giornata di passione e sacrificio. In questi giorni quasi tutti siamo incollati alla Tv o ai siti metereologici per sapere, in anticipo, che tempo farà nei prossimi giorni.

Tutti meno, evidentemente, i dirigenti dell’ACTA e dell’Amministrazione comunale addetti alla viabilità.

Tutti sapevamo che stanotte sarebbe caduta della neve e, solitamente, quando nevica la temperatura va sottozero (non viviamo sulla costiera amalfitana ma a oltre 800 m. slm.)

Puntualmente stamattina, oltre alla neve, ci siamo trovati a dover fronteggiare, da soli, l’insidia del ghiaccio specie nella zona nord del capoluogo. Strade buone per pattinare piuttosto che per camminare o andare in macchina.

Pochi, e tardivamente operativi, i mezzi della municipalizzata addetta a fronteggiare la neve –ACTA-, che avrebbero dovuto, al contrario, essere operativi già nelle prime ore della giornata per spargere sale e quant’altro utile a sciogliere la coltre ghiacciata. Ancora una volta è predominante in questo settore l’approssimazione, la disorganizzazione e la mancanza di direttive operative che la fann da padrona. Ormai si è superato ogni limite! Non ci sono scuse che tengano. Acta e amministrazione comunale, dal sindaco e dagli assessori, oltre a chiedere scusa ai cittadini devono assumere i comportamenti conseguenziali acclarata com’è la loro incapacità gestionale.

La situazione della impraticabilità delle strade, la chiusura delle scuole sempre più ricorrente per non riuscire, dopo quattro giorni, a rendere praticabili gli accessi, con tutte le possibili conseguenze per i cittadini, rendono ormai ineludibile una revisione del piano neve in città e non guasterebbe, a tal proposito, l’intervento della Prefettura per il coordinamento delle attività che arrancano nello sbando più assoluto.

I costi di questa inefficienza sono ormai insostenibili, scivoloni sul ghiaccio con corse al pronto soccorso, interventi per la riparazione di autovetture incidentate, giornate di lavoro perse da chi non può permettersi il ricorso a baby sitters o ai nonni per i bambini nei giorni di chiusura delle scuole.

La stagione invernale è ancora lunga speriamo che si corra ai ripari al più presto per non rendere ancora di più invivibile questa città. I POTENTINI non lo meritano!


RECESSO E CAMBIO OPERATORE TELEFONICO: LE INDICAZIONI UTILI DA GENNAIO 2019

L’Adoc Basilicata vuole ricordare ai consumatori quali sono le nuove discipline in materia di recesso da contratto (sia per quanto riguarda la telefonia sia per la pay tv) o in caso di cambiamento di operatore telefonico.

Dal 1° Gennaio 2019 a seguito della delibera 487/18/CONS dell’Agcom (Autorità per le Garanzia delle Comunicazioni) sono state approvate le “linee guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell’utenza nei contratti per adesione”.

L’obbiettivo della delibera è quello di tutelare ancor di più gli utenti che decidono di recedere o cambiare operatore prima della scadenza del contratto.

La facoltà di recesso dai contratti assume notevole importanza in quanto l’utente può esercitarla in ogni momento, poiché libera gli utenti dai vincoli contrattuali (articolo 1 comma 4 del c.d Decreto Bersani - Decreto n.7/2007 convertito con modificazione della Legge n.40/2007).

Quali sono nel dettaglio le novità più importanti da tener presente:

- l’utente deve poter recedere dal contratto o richiedere il trasferimento ad altra società di telecomunicazione con un preavviso non superiore a 30 giorni;

- le spese di recesso anticipato devono essere “proporzionate al contratto e ai costi realmente sopportati dall’azienda” , ossia non possono eccedere il canone mensile mediamente pagato dall’utente;

- gli utenti che richiedono un recesso anticipato potranno scegliere se continuare a pagare le rate residue dell’eventuale dispositivo o pagarle in un’unica soluzione;

- a restituzione degli eventuali sconti dovrà essere equa e commisurata al valore del contratto ed alla durata residua della promozione;

- la rateizzazione dei servizi non può superare i 24 mesi;

- rafforzamento degli obblighi informativi e di comunicazione, specificatamente, gli operatori dovranno informare e rendere note tutte le spese che l’utente dovrà sostenere ogni mese in cui il recesso potrebbe essere esercitato.

 

Con queste nuove direttive, secondo l’Autorità, l’utente avrà la possibilità di recedere dal contratto in tutta libertà.

In ogni caso l’Adoc informa tutti i consumatori che i dettagli relativi ai costi del recesso dovranno essere comunicati in fase di sottoscrizione dell’offerta tramite idonea informativa scritta riportata nel contratto.

Pertanto, in caso di necessità, ricordiamo che gli uffici dell’Adoc di Basilicata sono a disposizione per tutti i consumatori nelle sedi di Potenza in via R. Danzi n. 2 e in via Napoli n. 3, oppure nelle sedi di Matera, Sant’Arcangelo , Marsicovetere e Lauria.


RECESSO E CAMBIO OPERATORE: ECCO LE NUOVE REGOLE IN VIGORE DAL 2019.

A partire da Gennaio 2019 verranno apportate delle novità nel campo delle telecomunicazioni e l’Adoc se ne fa portavoce informando gli utenti.

Più precisamente, con la delibera 487/18/CONS del 16/10/2018, l’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha posto delle garanzie a tutela degli utenti che decidono di recedere o cambiare operatore prima della scadenza del contratto.

Nello specifico, le linee guida riportate nella delibera, si applicano ai rapporti tra operatori e persone fisiche o giuridiche che sottoscrivono o intendono sottoscrivere un contratto per la fornitura di servizi di telefonia, televisivi e di comunicazione elettronica.

La facoltà di recesso dai contratti per adesione o di trasferimento dell’utenza presso un altro operatore può essere esercitata in ogni momento, poiché è libera da vincoli temporali (articolo 1 comma 4 del c.d. Decreto Bersani (Decreto n. 7/2007 convertito con modificazioni dalla Legge n. 40/2007). L’utente deve poter recedere dal contratto o richiedere il trasferimento ad altra società di telecomunicazioni con un preavviso non superiore a 30 giorni.

L’utente, oltretutto, deve essere messo a conoscenza del tempo necessario affinché siano compiuti tutti gli adempimenti obbligatori volti alla lavorazione della propria richiesta; la durata massima è sempre di 30 giorni, coincidente con il termine previsto per il preavviso.

Per quanto riguarda le spese di recesso anticipato, devono essere “commisurate al valore del contratto e ai costi realmente sopportati dall’azienda, ovvero ai costi sostenuti per dismettere la linea telefonica o trasferire il servizio” (comma 3, articolo 1 del Decreto n. 7/2007 convertito con modificazioni dalla Legge n. 40/2007).

Ad ogni buon conto, al fine di poter correttamente quantificare le suddette spese, l’AGCOM definisce il “valore del contratto” come il prezzo implicito che risulta dalla media dei canoni finora pagati dall’utente. Ovviamente il prezzo dipende dalla proposta inizialmente formulata e sottoscritta, infatti la tecnologia utilizzata, i servizi offerti, le promozioni e la durata incidono su tali costi.

A tal proposito si sottolinea che le spese di recesso comprendono diverse categorie di costi, non solo i costi effettivamente sostenuti dall’operatore per cessare o trasferire l’utenza, ma anche la restituzione degli sconti usufruiti e il pagamento di rate residue per offerte legate al servizio principale.

Specificatamente, se si ha usufruito di sconti, questi costi andranno a sommarsi alle altre spese di recesso, tuttavia dovranno essere ugualmente equi e proporzionati al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta, quindi non addebitabili nella loro totalità.

Per ciò che concerne invece un’eventuale dilazione del pagamento di alcuni importi relativi all’acquisto di prodotti o servizi offerti unitamente al servizio principale, gli operatori dovranno dare l’opportunità di scelta ai propri clienti, i quali decideranno se continuare a pagare a rate oppure estinguere il tutto in un’unica soluzione.

In ogni caso a seguito di un eventuale recesso contrattuale per qualsiasi causa, il cliente avrà diritto al riconoscimento, qualora ci fosse, del credito residuo. I commi 1 e 3 dell’articolo 1 del Decreto Bersani sanciscono infatti il diritto dell’utenza al riconoscimento del credito residuo e anche della sua trasferibilità - nel caso in cui fosse richiesta la portabilità del numero - in quanto può essere definito come importo prepagato non ancora utilizzato, ricaricato in modo autonomo dall’utente.

Con le nuove disposizioni per le spese relative al recesso o al trasferimento dell’utenza ad altro operatore, l’AGCOM obbliga inoltre gli operatori ad una chiara e sintetica “trasparenza tariffaria” (nelle modalità previste dall’art. 4 delibera n. 252/16/CONS), affinché rendano note le spese relative al recesso o al trasferimento dell’utenza ad altro operatore già in fase della pubblicizzazione dell’offerta e, successivamente, anche in fase di sottoscrizione del contratto.

Nello specifico l’Adoc ricorda a tutti i consumatori che i dettagli relativi ai costi del recesso dovranno essere comunicati in fase di sottoscrizione dell’offerta sia verbalmente, sia tramite idonea informativa scritta da allegare al contratto.

Da ultimo alcuni memorandum:

-  l’operatore non può imporre all’utente che recede dal contratto il costo di un servizio o di un prodotto se non è stato previsto in fase di sottoscrizione, poiché resta valido il divieto che non consente agli operatori “d’inserire fra i costi richiesti per la disattivazione anche costi che sono ad essa estranei o non pertinenti come quelli sostenuti per l’attivazione del servizio, anche se non addebitabili all’utente nel corso del rapporto” (sentenza n. 4773/2015 del Consiglio di Stato);

-  è bene ricordare che la durata di “contratti conclusi tra consumatori e imprese che forniscono servizi di comunicazione elettronica non devono imporre un primo periodo di impegno iniziale superiore a 24 mesi” (art. 80 comma 4 quater del Codice, in linea con l’art. 1 comma 3 ter del decreto Bersani), di conseguenza anche la durata delle rateizzazioni non può eccedere tale termine al fine di non vincolare il cliente oltre il termine di legge;

-  i contratti, dal 2014, sono validi solo se firmati dal titolare oppure sono validi se si accede consapevolmente ad un link accettando le condizioni ivi riportate in maniera esplicita. 

Gli uffici dell’Adoc di Basilicata sono a disposizione degli utenti nelle sedi di Potenza in via R. Danzi n. 2 e via Napoli n. 3, di Matera in via Annunziatella n. 34, di Sant’Arcangelo in Piazza de Gasperi n. 10, di Marsicovetere in via P. Festa Campanile n. 3 e di Lauria in via XXV Aprile.


CONTO CORRENTE EUROPEO DI BASE: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE

Il “conto corrente base” introdotto dal Decreto Ministeriale del 20 Giugno 2018, del n. 70/2018 emanato dal  Ministero dell’Economia e delle Finanze, ampia la possibilità di accedere  senza costi ad un conto corrente.Esso è rivolto a famiglie, pensionati e meno abbienti :  è uno strumento indirizzato a clienti con esigenze finanziarie e operatività limitate , ideato per aiutare le fasce economiche più fragili della popolazione.

Per questo motivo l’Adoc vuole informare i consumatori su quali siano le modalità e le caratteristiche del conto corrente base. Infatti con il nuovo conto è possibile effettuare un numero definito di operazioni sia in entrate che in uscita a fronte del pagamento di un canone annuale ridotto o addirittura gratuito in determinate condizioni.

 

Chi può accedere al conto di base?

Al fine di poter accedere al conto di base sarà necessario che tutti i cittadini abbiano:

- un ISEE inferiore a 11.600 euro e può essere cointestato solo ai componenti familiari che sono inseriti nell’ISEE ;

- i  pensionati con assegno Inps inferiore a 18.000 euro annui lordi;

- tutti i consumatori che soggiornano legalmente in un Stato membro dell’Unione Europea, compresi coloro che non hanno fissa dimora e i richiedenti asilo.

 

Quali sono le operazioni consentite?

Il “conto corrente di base” si differenzia sul fronte dei servizi inclusi tra famiglie e pensionati:

  • le operazioni di addebito diretto in Italia e zona euro (Sepa) sono illimitate;
  • i pagamenti ricevuti tramite bonifico  sono 36 l’anno (incluso accredito, stipendio e pensione);
  • i pagamenti ricorrenti tramite bonifico effettuati tramite addebito in conto sono 12 per il “conto base” erogato alle famiglie mentre per i pensionati sono 6;
  • Sono permessi 12 versamenti in contanti e assegni;
  • I prelievi di contante sono limitati a 6 operazioni.

 

L’invio dell’informativa periodica (estratti conto e documento di sintesi) è regolamentata dal Decreto e prevede: un invio  per trimestre senza spese postali.

È importante sottolineare che coloro i quali decideranno di servirsi di questa tipologia di conto, avranno diritto ad una carta Bancomat rilasciata dalla banca presso la quale è radicato il conto   senza costi di gestione e tutte le operazioni di pagamento effettuate con il Bancomat saranno gratuite.

Per quanto riguarda i prelevamenti presso la propria banca sono illimitati e gratuiti mentre quelli presso altri Atm sono 12 all’anno.

Le operazioni sono limitate nei numeri, tuttavia non è esclusa la possibilità di effettuare operazioni aggiuntive a quelle prefissate, pagandone le spese.

Decisamente un conto corrente da prendere in considerazione da quei consumatori che non fanno tante operazioni bancarie e vogliono limitare le spese, ormai eccessive, di tutti gli altri conti correnti.


 

Si comunica che dal giorno 13.11.2018, l'ADOC osserverà i seguenti orari.