Inefficienze di Trenitalia in Basilicata. Le lacrime di coccodrillo della Regione Basilicata

Dopo l’ennesimo disservizio di Trenitalia sul tratto lucano di competenza dello scorso primo
gennaio (ritardo di 5 ore del treno Taranto-Roma) l’Assessore Ragionale ai Trasporti ha finalmente
trovato il coraggio per scrivere al Ministro dei trasporti e all’amministratore delegato di Trenitalia.
Veramente ci saremmo aspettati che l’assessore e la Regione Basilicata avessero trovato il
coraggio per attivare la risoluzione, per colpa grave, del contratto di servizio tra Trenitalia e
Regione Basilicata.
E invece no!!! La Regione Basilicata ha puntato il dito su “la bassa domanda (di traffico)
che connota questa regione”.
Nella nota la regione invoca il rispetto dei principi costituzionali per chiedere qualcosa che
invece paga a peso d’oro (sembra che il contatto di servizio comporti oneri per il bilancio regionale
tra i 25 e i 30 milioni di euro!!!!) e come contropartita riceve: disservizi, ritardi, zecche, fuliggine
ecc
Questi sono i “compagni di viaggio” dei lucani che ancora hanno l’ardire di prendere il
treno.
A noi sarebbe piaciuto che la regione invece di richiamare, nella predetta lettera, i principi
costituzionali, prima di sottoscrivere l’ultimo contratto di servizio con Trenitalia ci avesse ascoltato
e avesse aderito a quanto stabilito dall’art. 2 comma 461 Legge finanziaria 2008:
“Al fine di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici locali e di
garantire la qualità, l'universalità e l'economicità delle relative prestazioni, in sede di stipula dei
contratti di servizio gli enti locali sono tenuti ad applicare le seguenti disposizioni:
a) previsione dell'obbligo per il soggetto gestore di emanare una «Carta della qualità dei
servizi», da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni di tutela dei
consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate, recante gli standard di qualità e di
quantità relativi alle prestazioni erogate così come determinati nel contratto di servizio, nonché le
modalità di accesso alle informazioni garantite, quelle per proporre reclamo e quelle per adire le
vie conciliative e giudiziarie nonché le modalità di ristoro dell'utenza, in forma specifica o
mediante restituzione totale o parziale del corrispettivo versato, in caso di inottemperanza;
b) consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori;
c) previsione che sia periodicamente verificata, con la partecipazione delle associazioni dei
consumatori, l'adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio erogato fissati nel
contratto di servizio alle esigenze dell'utenza cui il servizio stesso si rivolge, ferma restando la
possibilità per ogni singolo monitoraggio permanente del rispetto dei parametri fissati nel
contratto di servizio e di quanto cittadino di presentare osservazioni e proposte in merito;
d) previsione di un sistema di stabilito nelle Carte della qualità dei servizi, svolto sotto la
diretta responsabilità dell'ente locale o dell'ambito territoriale ottimale, con la partecipazione delle 

singolo cittadino che può rivolgersi, allo scopo, sia all'ente locale, sia ai gestori dei servizi, sia alle
associazioni dei consumatori;
e) istituzione di una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente
locale, gestori dei servizi e associazioni dei consumatori nella quale si dia conto dei reclami,
nonché delle proposte ed osservazioni pervenute a ciascuno dei soggetti partecipanti da parte dei
cittadini;
f) previsione che le attività di cui alle lettere b), c) e d) siano finanziate con un prelievo a
carico dei soggetti gestori del servizio, predeterminato nel contratto di servizio per l'intera durata
del contratto stesso.”.
Invece la regione non ha voluto sentir ragioni ed è andata avanti nonostante le sollecitazioni
dell’Adoc ad attivare le previste consultazioni.
Difatti già a luglio scorso l’Adoc ha sostenuto l’illegittimità della stipula perché negli atti
preliminari alla stessa non sono state coinvolte le associazioni dei consumatori.
Tutto ciò premesso, stante il silenzio dell’intero Consiglio Regionale di Basilicata su questi
argomenti, a tutela degli utenti e dei consumatori lucani, l’Adoc intende rivolgersi alle competenti
Autorità per chiedere la verifica della legittimità della stipula del contratto di servizio con Trenitalia.

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