Commento al Bonus gas della Regione Basilicata

Come la mamma dei cretini è sempre incinta, alla Regione Basilicata l’Ufficio più produttivo è l’UCAS (Ufficio Complicazioni Affari Semplici). Ecco i fatti: Un nostro associato ha richiesto la ricevuta dell’invio della domanda, ha verificato la propria mail e non trovando riscontro ha telefonato al call center dedicato. L’operatrice non è stata in grado di dare risposte esaurienti, ha richiesto i dati anagrafici dell’utente, si è rifiutata di dare il proprio numero di identificazione e suggerito all’utente di rivolgersi al comune di residenza o a un patronato per risolvere la questione e ha rifiutato di far parlare il nostro associato con un suo superiore al quale sarebbero stai spiegati tutti i fatti per ricevere una assistenza al problema prospettato. Un altro utente ha tentato di inserire la propria domanda ma non ha trovato nell’elenco il proprio fornitore e, quindi, non ha potuto completare l’invio. Anche questo utente ha chiamato il call center e ha chiesto spiegazioni. Anche in questo caso nessuna risposta. A questi utenti sarà rimborsato il gas del mese di ottobre anche se non hanno potuto presentare la domanda, non per loro colpa, entro il 31 ottobre? Cosa succede se non arriva la mail di conferma all’inserimento della domanda? Cosa succede a chi cambia fornitore? In questi casi e in molti altri il call center resta muto e non dà risposte. E che dire dello scambio di file tra quelli inviati e quelli ricevuti? L’ADOC di Basilicata chiede da tempo modalità semplici e risposte adeguate, ad oggi tutto tace. L’iniziativa BONUS GAS è certamente un buon segnale di attenzione per i nostri territori una iniziativa nella quale i cittadini di Basilicata attendevano con ansia, ma ad oggi la farragine burocratica, la mancanza di risposte e le inefficienze del sistema hanno bloccato moltissimi utenti che non riescono ad inoltrare le domande. In Basilicata sono residenti circa 230 mila famiglie, ad oggi sono state inoltrate meno di 50 mila domande, conclusione il bonus è stato richiesto da una famiglia su 5. Il bonus è previsto per 9 anni ma il meccanismo cervellotico della condizione di ridurre i consumi del 15% ogni anno comporta che in sei anni i cittadini devono azzerare tutto il consumo. Vi sembra possibile? Chi ha immaginato questo guazzabuglio di norme e meccanismi contorti preparati in fretta e furia (solo il 20 settembre 2022 API BAS ha modificato il proprio statuto) sta pensando a risolvere i problemi e a venire incontro ai cittadini? O la norma annunciata prima delle elezioni è stata fatta solo a fini elettorali. All’ADOC di Basilicata sono venuti molti dubbi. Una certezza però c’è: la norma è stata partorita da qualche scienziato dell’UCAS (Ufficio Complicazioni Affari Semplici) che avrà certamente una promozione e una sostanziosa gratifica per come è riuscito a complicare un affare di cui tutti si sono riempiti la bocca come straordinariamente semplice. Il Presidente Bardi ha detto che ci sarebbero voluti 5 soli minuti per inserire la domanda! Prima che questa iniziativa sparisca come una bolla di sapone, l’ADOC di Basilicata chiede un incontro per avere risposte sulle domande che tutti si fanno: 1) Si può semplificare la procedura per chiedere il bonus? 2) Come sarà rimborsato il gas consumato nei mesi che precedono la domanda? 3) Come si calcola la riduzione del 15% prevista per avere il bonus negli anni successivi? 4) Ci sarà la possibilità di reimpiegare i risparmi per finanziare impianti di autoproduzione di energia anche nelle zone servite dal metano? 5) Ci sarà la possibilità di finanziare interventi di autoproduzione di energia per favorire la permanenza delle persone nei borghi a rischio spopolamento? L’ADOC di Basilicata e i consumatori aspettano risposte, speriamo non intervenga sempre l’UCAS a dare risposte e a dirimere le questioni aperte che i consumatori pongono al call center e agli uffici regionali.

 


Share