Poste Italiane bistratta i pensionati italiani

Con il decreto “salva Italia” del dicembre 2011 tutte le pensioni superiori ai mille euri mensili devono essere accreditate su un conto corrente, un libretto bancario o postale.  Il Decreto stabilisce, anche, che ai pensionati che percepiscono fino a € 1.500 mensili dovrà essere “garantita la gratuità delle spese di apertura e di gestione dei conti di pagamento di base destinati all'accredito e al prelievo della pensione”. Ovviamente Poste Italiane si è tuffata su questa grande massa di pensionati, che già conosceva perché si recava mensilmente ai propri sportelli, sicuramente per procurarsi anche dei clienti che avrebbero scelto i “servizi aggiuntivi” a pagamento.

Infatti Poste Italiane ha sbandierato ai quattro venti la gratuità delle operazioni solo che, a distanza di un anno, questa operazione si sta rivelando onerosa, in termini di servizi, più di quanto si immaginasse.

In pratica accade questo: molti pensionati ci segnalano, sia in città che in provincia , che recandosi all’ufficio postale per prelevare dei soldi dal proprio libretto, dopo lunghe ore di attesa (quasi le stesse di quando si ritirava la pensione in contanti), sono stati rimandati indietro poiché non in possesso dell’apposito modello già compilato. A tutti i poveri pensionati che avevano chiesto una mano nella compilazione di tale modello è stato risposto con fermezza che gli operatori allo sportello non erano tenuti a fare tale operazione.

Nel verificare la natura e la complessità (o perdita di tempo) di tale operazione abbiamo scoperto che si tratta semplicemente dell’inserimento dei dati d’identificazione del titolare del libretto (numero del libretto, intestatario, estremi del documento d’identità e codice fiscale), ovvero né più e né meno di quello che un impiegato delle poste deve verificare normalmente.

Insomma sembra proprio che Poste Italiane voglia far pagare un “costo” a quei cittadini che non hanno scelto nessun “servizio aggiuntivo” e che accedono al servizio gratuito imposto dalla legge.

L’Adoc Basilicata nel ricordare a Poste Italiane che si tratta di persone appartenenti a una delle categorie sociali più deboli della nostra società, poiché oltre ad essere anziani spesso sono anche poco scolarizzate e con difficoltà visive, chiede il rispetto del proprio codice etico che al punto 8 dichiara che “l’attenzione al cliente è perseguita con competenza, professionalità, cortesia, trasparenza, correttezza e imparzialità”).

Inoltre è bene non dimenticare che il servizio postale rientra tra quelli essenziali ritenuti come universali dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

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